I Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina conquistano anche le generazioni più giovani. Domenica 18 gennaio, Martina Emilia Righetti, 24enne di Cerea, ha preso parte al viaggio della Fiamma Olimpica come tedofora nell’attesissima tappa veronese.
La giovane studentessa, laureata in “Studi storici e filologico-letterari” all’Università degli Studi di Trento, coltiva sin da bambina il sogno di lavorare nel mondo della storia delle Olimpiadi: «Il mio primo ricordo legato alle Olimpiadi – afferma – è stata la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra, nel 2012: avevo solo dieci anni e l’avevo vista in televisione. Da allora, ho sempre seguito sia le edizioni invernali che quelle estive». Proprio seguendo questa sua passione, Martina ha scelto una parte importante della storia dei Giochi Olimpici come tema principale per la tesi triennale, grazie anche al supporto di un professore esperto in materia: «Ho voluto analizzare le Olimpiadi di Mosca del 1980 e di Los Angeles del 1984 dal punto di vista del boicottaggio politico. Mi ha sempre interessato il modo in cui i Giochi Olimpici venivano utilizzati dai rispettivi Stati per manipolare la visione dei Paesi stessi».
Lo scorso agosto, Righetti, che è nipote del collezionista di fotografie e documenti storici locali Gianfranco Ziviani ed è perciò cresciuta con un’enorme «disponibilità di fonti e materiali, tra cui foto, racconti e ricordi», aveva inoltrato la candidatura come tedofora: «La base universitaria mi ha dato una grande spinta, ma non credevo mi avrebbero selezionata. L’emozione, quindi, è stata grande quando mi è arrivata un’email in cui dicevano che ero stata scelta come uno dei 10.001 tedofori in Italia». La studentessa ha portato la Fiamma Olimpica lungo un tratto di Corso Porta Borsari, nel pieno centro storico di Verona: per lei, si è trattato di «una gioia e un orgoglio immensi: una di quelle cose che passerà alla storia per me e la mia vita, e anche quella dei miei amici e familiari». (L.P.)






