«Sulla vicenda dei dipendenti comunali di Cerea sanzionati e poi promossi sindaco e assessore al personale si avventurano in un’ardua difesa, ma i fatti che abbiamo denunciato sono del tutto confermati».
Continua a suon di comunicati e interventi sui social il botta e risposta tra maggioranza e opposizione a Cerea sulla vicenda, portata in consiglio comunale da un’interpellanza del gruppo di minoranza della Coccinella, dei dipendenti comunali che sarebbero stati sanzionati per violazioni ed errori, e poi “promossi” con premi di produzione.
«Sindaco e assessore al personale si avventurano in un’ardua difesa dei due alti funzionari che la Commissione disciplinare ha punito, uno con 9 giorni di sospensione per 12 violazioni accertate dalla Guardia di Finanza, l’altro con una multa pur irrisoria, salvo poi ammettere che la nomina del primo è stata da loro stessi annullata (per forza: siamo intervenuti noi e non potevano fare altrimenti) – dicono i consiglieri comunali Paolo Bruschetta, Paolino Bonfante ed Alessia Rossignoli -. Per l’altro funzionario (quello che si è “dimenticato” di procedere con la nomina del legale in una causa di lavoro per cui il Comune è stato sconfitto in contumacia per oltre 65.000 euro) viene confermato per il 2026 il “premio” di decine di migliaia di euro. Non è una promozione dicono: e che cosa è? Un ricco riconoscimento? Una aggiunta di stipendio? Chiamatela come volete, ma quella è».
«Bastava riconoscere di aver sbagliato e la questione si chiudeva qui. Invece hanno anche il coraggio di insistere e di attaccare noi che abbiamo individuato e segnalato gli errori. E allora, dato che sindaco e assessore fanno i precisini giocando sulle parole, diciamo come stanno le cose: in diritto amministrativo è noto, anche allo studente al primo o secondo anno di giurisprudenza, che la violazione di un regolamento costituisce il vizio di legittimità per violazione di legge (si scrive e si dice così, non si può fare diversamente) – affermano i consiglieri della Coccinella -. Non essere laureati non è una colpa, tutt’altro, però lo diventa se vuoi affermare cose che non conosci: così l’assessore al personale, prima di intervenire in quella maniera avrebbe potuto verificare su Google o chiedere all’Intelligenza Artificiale, mentre del tutto imperdonabile è il sindaco, che ha una laurea equipollente».
«Per quanto riguarda invece la causa legale persa perché il Comune non si è costituito, gli studenti di giurisprudenza sanno bene che il giudizio di appello è la rivisitazione del giudizio di primo grado con gli stessi elementi, senza poter produrre nuovi documenti o prove, per cui si sprecheranno dei soldi pubblici ulteriori per non ottenere alcun risultato utile: la causa è persa in partenza – affermano Bruschetta, Bonfante e Rossignoli -. Ci dicono che risponderà l’assicurazione del funzionario che ha sbagliato, però intanto la causa l’hanno fatta al Comune non al funzionario e per quanto riguarda l’assicurazione dalle tante clausole, risponderà (forse) non si sa fra quanti anni».
«La verità è che le tirano per le lunghe, così si arrangerà chi arriverà al governo di Cerea fra 6/7 anni, pagando anche gli interessi – accusano i consiglieri di opposizione -. Nel frattempo corrono ai ripari e si accorgono di dover rimediare su tanti altri atti: così il 19 e 21 gennaio 2026 rettificano (cioè correggono gli errori) di ben tre provvedimenti (numeri 13,14 e 24), concernenti (toh che coincidenza!) atti conseguenti al conferimento da parte del sindaco delle indennità di alti funzionari».
«Ci arrivano sempre più segnalazioni, alcune molto gravi – concludono Bruschetta, Bonfante e Rossignoli -. Sarà nostro compito verificarle e valutare solo quelle che per importanza e gravità comportano danni all’Ente o ingiustizie, perché i soldi del Comune sono soldi di tutti noi cittadini e abbiamo già dimostrato che se ne potrebbero risparmiare molti per ridurre le tasse o migliorare i servizi».






