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23 Ottobre 2026
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Mercosur, la protesta degli agricoltori accolta dal Parlamento Europeo che sospende l’accordo di libero scambio

«Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur». Così Cia Verona commenta l’ok odierno dell’Europarlamento a favore del ricorso alla Corte di Giustizia Ue per un parere giuridico.

“La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali – sottolinea Marta Turolla, direttrice di Cia Verona, che ha marciato a Strasburgo insieme ad una folta delegazione di agricoltori scaligeri -. Il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto, fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitaria e ambientale che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei. Chiara la direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini».

«Il voto del Parlamento europeo che rimanda l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento – afferma Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona -. Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscono l’ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano. Se questo blitz fosse andato in porto, come più volte ribadito da Coldiretti anche ieri durante la mobilitazione a Strasburgo, si sarebbe creato un precedente gravissimo con un Parlamento bypassato, svuotato delle sue prerogative, ridotto a mera formalità e incapace di esercitare controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini consumatori, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla Pac».
«Le grandi mobilitazioni degli agricoltori del 18 dicembre a Bruxelles e di ieri, 20 gennaio, a Strasburgo hanno spinto il Parlamento europeo a votare a favore del ricorso alla Corte di Giustizia Ue per un parere giuridico sull’accordo di libero scambio con il Mercosur. Il ricorso potrebbe bloccare l’entrata in vigore dell’intesa commerciale per diversi mesi», spiega Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. Il voto dell’Europarlamento è in linea con la posizione che Confagricoltura ha sempre difeso e mostra chiaramente quanto questo accordo sia divisivo e non vantaggioso per l’agricoltura italiana ed europea – commenta  -. Le politiche commerciali internazionali non possono non tenere in considerazione il principio di reciprocità, che deve essere alla base degli accordi bilaterali. Non possiamo permetterci intese che premiano standard produttivi più bassi, mentre agli agricoltori europei viene chiesto di fare di più con meno. In una fase delicata, connotata da forti incertezze geopolitiche, è importante tutelare il settore primario con regole chiare e valide per tutti. Chi vuole esportare verso l’Unione europea deve cioè rispettare le stesse, identiche regole produttive, ambientali dei nostri agricoltori. Quello con il Mercosur è un accordo che, al netto del comparto vino, è sbilanciato a favore dei produttori sudamericani».

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