Il primo partito del Veneto è l’astensionismo, con 6 veneti su 10 che non si sono recati alle urne (l’affluenza a queste Regionali 2025 è stata del 44,65%). Dal punto di vista politico i dati confermano un assetto sostanzialmente proporzionale, dato che la coalizione vincente supera la soglia del 40% (65,9%) con eletto presidente con 1.211.356 voti (64,45) Alberto Stefani (nella foto) della Lega, e fa scattare, quindi, il premio di maggioranza che vale il 60% dei seggi.
È questo il motivo per cui il centrodestra avrà 33 seggi più il presidente (ma non i 41 seggi che aveva con Zaia che nel 2020 aveva superato ampiamente la soglia del premio di maggioranza, con il 77%), con le opposizioni che registrano un significativo incremento rispetto alla XI Legislatura. In particolare, la coalizione di centrosinistra, che nel 2020 candidava a presidente Arturo Lorenzoni, passa dal 16,4% al 28%, conquistando 15 seggi. Gli altri due seggi vanno alla sorpresa della contesa elettorale, la lista “Resistere Veneto” con candidato presidente Riccardo Smuzski (il medico radiato dall’ordine perché contrario all’obbligo dei vaccini Covid).
L’analisi territoriale evidenzia una diffusione omogenea del voto, con la Lega prima lista nella grande maggioranza dei comuni veneti, affiancata da performance significative di Fratelli d’Italia e con alcuni centri maggiori, come Venezia e Padova, dove il Partito Democratico mantiene la prevalenza.
Questa la ripartizione dei seggi tra le liste che hanno superato la soglia di sbarramento (coalizioni 5% e gruppi di liste 3%):
Lega – Liga Veneto – Stefani Presidente: 19 seggi
Partito Democratico – Manildo Presidente: 9 seggi
Fratelli d’Italia: 9 seggi
Forza Italia – Autonomia per il Veneto: 3 seggi
Szumski Resistere Veneto: 2 seggi
Alleanza Verdi e Sinistra: 2 seggi
Uniti per Manildo: 1 seggio
Movimento 5 Stelle: 1 seggio
Unione di Centro: 1 seggio
Liga Veneta Repubblica: 1 seggio
Civiche Venete per Manildo: 1 seggio






