«È giusto pretendere efficienza dalle strutture sanitarie, ma non si può scaricare la responsabilità su medici e operatori quando il problema è a monte: il sistema informatico ospedaliero (SIO) che la Regione ha voluto installare proprio nel più grande e complesso ospedale del Veneto e che risulta ancora in fase di collaudo dopo anni dalla installazione». La presa di posizione è della consigliera regionale Pd, Anna Maria Bigon, rispetto al richiamo all’Aoui Verona da parte del direttore generale dell’Area Sanità della Regione Veneto, Massimo Annicchiarico.
«Ho fatto interrogazioni e accesso agli atti sulle prestazioni effettuate in queste due anni. Forse nel dare la risposta la Regione si è resa conto, ma in ritardo – continua Bigon -. Da due anni denuncio che è stato un errore partire con una sperimentazione in un contesto così articolato come quello dell’Azienda ospedaliera di Verona che assomma gli ospedali di Borgo Roma (nella foto) e Borgo Trento. I risultati, purtroppo, ci hanno dato ragione: prestazioni rallentate, pazienti costretti a rivolgersi altrove, personale sanitario che, esasperato, è dovuto tornare a lavorare con carta e penna. Una situazione paradossale che compromette l’efficienza del servizio e la fiducia dei cittadini».
«Siamo insomma all’assurdo – conclude Bigon -. La Regione deve intervenire immediatamente per risolvere i problemi tecnici e restituire al più presto all’Aoui la piena operatività che merita. Non si può continuare a penalizzare un’eccellenza sanitaria come Verona per una gestione informatica sbagliata e imposta dall’alto».
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