23 Ottobre 2026
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Ca’ di David, tentano la truffa con la tecnica del finto carabiniere ma una 60enne li smaschera: un arresto

I carabinieri del Comando provinciale di Verona hanno arrestato lo scorso 16 luglio un 18enne di origine ucraina, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, per tentato furto aggravato in abitazione”. Il giovane aveva tentato di raccogliere i gioielli di una 60enne di Ca’ di David che era stata convinta a radunarli in un sacchetto da parte di un finto carabiniere.

La donna aveva ricevuto una telefonata sul numero fisso da parte di un uomo presentatosi come un Maresciallo dei Carabinieri, che l’avvertiva che suo marito era probabilmente rimasto coinvolto in un furto di gioielli e che, per provare la sua totale estraneità all’illecito, stava raggiungendo la Stazione dei Carabinieri di Via S. D’Acquisto. Con questo pretesto, l’interlocutore era riuscito a farsi fornire dalla donna, comprensibilmente angosciata dalla notizia, il numero telefonico del coniuge.

Dopo essersi messo in contatto con quest’ultimo, il presunto Maresciallo lo ha indotto a raggiungere di corsa l’area della caserma dove, secondo le disposizioni ricevute, avrebbe dovuto attendere in auto l’arrivo dei militari. L’uomo ha assecondato le richieste rimanendo in attesa per diversi istanti all’interno del veicolo, senza che nessuno si avvicinasse. Temendo di essere rimasto vittima di un raggiro, ha tentato ripetutamente di ricontattare telefonicamente la moglie, trovando tuttavia la linea costantemente occupata: un classico modus operandi adottato per isolare la vittima a casa e impedirle di “leggere” il raggiro in atto.

Mentre il marito era trattenuto lontano, il sedicente Carabiniere, ha fatto leva sulla sensibilità e sulla viva preoccupazione della donna, inducendola dapprima a raggruppare tutti i gioielli presenti in casa e poi a descriverli uno per uno. Successivamente, il fantomatico maresciallo l’ha avvisata che da lì a poco sarebbe giunto nella sua abitazione un collega incaricato di fotografare e “certificare” i preziosi.

Poco dopo, infatti, un soggetto ha suonato al videocitofono. Seguendo le istruzioni, la donna si è avvicinata per aprire il portone ma, notando dallo schermo che l’individuo non indossava l’uniforme dell’Arma e temendo la truffa, ha mantenuto una straordinaria lucidità. Senza destare sospetti, si è recata rapidamente a casa di un vicino e ha utilizzato il suo telefono per contattare il “112”, riferendo la situazione e descrivendo il soggetto come un giovane di carnagione olivastra, con indosso una canottiera bianca e uno zainetto nero.

Grazie alla presenza strategica delle pattuglie sul territorio, l’equipaggio della “Gazzella”, che già presidiava con attenzione la zona proprio per arginare tali episodi, è piombato sul posto in pochissimi istanti. Raggiunta la via, i militari hanno notato la presenza di un ragazzo che, pur avendo con sé lo zaino nero descritto, indossava in quel momento una maglietta nera.

Il forte nervosismo mostrato dal giovane alla vista dell’auto di servizio e la parziale corrispondenza fisica hanno spinto i Carabinieri, a procedere a un controllo approfondito. L’agitazione del ragazzo è aumentata visibilmente e, alla sua incapacità di fornire alcuna spiegazione plausibile circa la sua presenza sul posto, i militari hanno risposto procedendo a un’ispezione dello zaino. All’interno hanno rinvenuto una canottiera bianca – perfettamente coincidente con quella notata poco prima dalla vittima sul videocitofono –, la somma in contanti di 80 euro e una collana in oro giallo.

Inoltre, il telefono cellulare del giovane continuava a ricevere chiamate da un servizio taxi locale. I Carabinieri hanno immediatamente approfondito l’accertamento con la società di trasporti, confermando che il sospettato era giunto sul posto poco prima proprio a bordo di un taxi, un ulteriore dettaglio tipico del modus operandi delle bande dedite alla commissione di questa tipologia di illecito.

Il giovane, un 18enne di origine ucraina, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, è stato quindi condotto negli uffici del Comando Provinciale di Via S. D’Acquisto dove, dietro coordinamento con la Procura della Repubblica di Verona, è stato dichiarato in arresto perché ritenuto responsabile di “tentato furto aggravato in abitazione” ed accompagnato nella casa circondariale di “Montorio” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre i materiali in suo possesso sono stati posti sotto sequestro.

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