Domani, mercoledì 3 dicembre alle 15,30 in Aula T6 del Polo Zanotto dell’Università di Verona (via San Francesco 22), verrà presentato il libro-inchiesta “Il mio nome è Balbir” (People edizioni) di Marco Omizzolo (nella foto), sociologo, ricercatore Eurispes, presidente di “Tempi moderni”, vincitore del premio letterario Giuseppe Di Vittorio 2025 promosso dalla Cgil del Lazio e di Roma e dalla Fondazione Di Vittorio.
Il testo racconta l’esperienza di Balbir Singh, un uomo indiano per sei anni ridotto in schiavitù nella provincia di Latina, picchiato e costretto a lavorare fino a 18 ore al giorno per 150 euro al mese, e del percorso che lo ha condotto a raggiungere la libertà e la giustizia, facendo condannare a 5 anni di carcere il suo padrone.
L’incontro, a ingresso libero, nasce ssu iniziativa della Cgil di Verona e del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona in collaborazione con Avviso Pubblico e Libera. Con l’autore ne parleranno Laura Calafà, ordinaria di Diritto del Lavoro dell’Università di Verona; Giorgio Gosetti, professore associato di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università di Verona; Stefano Facci, segretario Spi Cgil Verona; Maria Pia Mazzasette, segretaria generale Flai Cgil Verona.
Saluti introduttivi di Giuseppe Comotti, direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona; Francesca Tornieri, segretaria generale Cgil Verona; Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico; Rossella Russo, coordinamento provinciale Libera Verona. Modera: Ivan Salvadori, professore associato di Diritto penale.






